mercoledì 3 febbraio 2016
lunedì 1 febbraio 2016
Ma davvero siamo così alla frutta?
PD E LA TUTELA DELL'AMBIENTE Sogno o son desto?Ho letto che il...
Pubblicato da Castelnuovo Giuseppe su Domenica 31 gennaio 2016
Rilanciamo! Allora noi vogliamo Erin Brockovich !!
Ma seriamente, ma come si fa a fare un'uscita del genere? Siamo solo a fine gennaio e a Piacenza ci siamo già bruciati 10 giorni di sforamento..
Che lungimiranza nei nostri amministratori!
Fermiamo pure le auto, che di certo non profumano o purificano l'aria, ma non nascondiamoci dietro ad un dito.. Il rinnovo dell'autorizzazione all'inceneritore, i rifiuti speciali in Cementirossi (un cementificio in città è normale?), lo snodo autostradale (ci aspettiamo che anche su queste verranno promosse le domeniche a piedi..), il nostro nuovo Carbonext..
In sunto:
"Carissimi, possiamo chiamare chi volete, Fiorella Belpoggi o lo stesso Al Gore ma nessuno potrà mettere una pezza ad una politica fallimentare passata e presente in campo ambientale se non ci si deciderà ad anteporre gli interessi collettivi agli interessi di parte, privilegiati per semplice calcolo elettorale….a danno della salute dei cittadini".
sabato 30 gennaio 2016
Ancora polveri??
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giovedì 28 gennaio 2016
Un'occhiata alle emissioni diffuse del cementificio
Presi da curiosità, dopo aver letto cosa è stato trovato sulle api nella ricerca presentata alcuni giorni fa, abbiamo provato a verificare qualche foto aerea su google earth, disponibile liberamente in rete.
Nessuno pensava di trovare qualcosa.... E INVECE !?!?!
M O N T A G N E D I P O L V E R E ! ! ! !
Già da una prima visione d'insieme si nota qualcosa che non va, ma andando nel dettaglio..
la falda del tetto verso la montagna è un ricettacolo di polveri!
ma in quantità industriali!!
ma anche la parte sommitale dei due grossi sili non scherza! o la superficie alla loro base.
per non parlare l'area evidenziata della freccia più a sinistra, in cui è possibile addirittura riconoscere le tracce lasciate dal transito dei mezzi pesanti, verosimilmente una zona di carico del prodotto finito.
Ma allora queste api hanno davvero visto giusto!
Basta una bella giornata ventosa e queste polveri possono rialzarsi senza problema alcuno!
E andarsene più o meno lontano.. fino ai nostri polmoni?
Ma cosa si respirano gli operai li dentro?
Forse occorre davvero ricalibrare il monitoraggio delle polveri?
D'accordo che esiste lo SME per il monitoraggio in continuo delle emissioni del camino principale,
d'accordo che le api hanno visto polveri di grandezza generalmente minori di 10 micron,
ma il controllo anche sulle altre prescrizioni per le emissioni diffuse?
Quei mucchi di polvere non si formano in un giorno, e speriamo nemmeno in un solo mese..
Verosimilmente le polveri viste sopra conterranno anche particelle più grossolane, tuttavia vista la capacità di "aggrapparsi" ai tetti inclinati devono per forza contenere anche particelle molto piccole, come quelle viste sulle api!
L'AIA 2014 dice:
Verosimilmente le polveri viste sopra conterranno anche particelle più grossolane, tuttavia vista la capacità di "aggrapparsi" ai tetti inclinati devono per forza contenere anche particelle molto piccole, come quelle viste sulle api!
L'AIA 2014 dice:
Pulizia periodica? Bagnatura? Lavaggio dei piazzali?
Ma chi lo fa il lavaggio dei piazzali?
Nessuno a vedere le foto sopra..
mercoledì 27 gennaio 2016
Un miracolo in Valdarda!
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Di nuovo sulla discarica di Vernasca
Riprendiamo il post di ieri in cui riportavamo l'esposto presentato dal Consigliere Rancan. Oggi sul quotidiano locale è uscito un nuovo articolo in merito.
In effetti alcune cose che non tornano sembrano esserci, proviamo a elencarle e documentarle.
La prima cosa che salta all'occhio, è che l'Ass. Gazzolo, sia nella prima risposta al Consigliere Rancan che nella seconda indirizzata al Consigliere Foti, scrive che "Le stesse precipitazioni (ottobre 2014) hanno anche generato l'arretramento della ha coinvolto la strada di accesso al Centro"..
Ovviamente l'Ass. avrà riportato notizie che gli sono state passate dall'Amministrazione locale, tuttavia quanto riportato non sembra propriamente corretto, vediamo il perché.
- Lettera del Consigliere di minoranza Battaglia, datata al protocollo del Comune il 27 marzo 2014, ben prima quindi delle piogge di ottobre 2014, indirizzata al Sindaco, che all'epoca doveva essere ancora Gianluigi Molinari (se non sbagliamo, essendo state le elezioni verso maggio dello stesso anno). Già si parla di teli a coprire "il versante"(!) e dello "stato di pericolo in cui versa la strada che collega il centro raccolta con la Provinciale"!
In più, nella stessa lettera il Consigliere Battaglia cita un suo dubbio espresso, oltre che per lettera protocollata, anche durante il Consiglio Comunale del 22/03/2014, di cui quindi dovrebbe esserci traccia ufficiale.
Ci saremmo aspettati fosse Battaglia ad andare in Procura, ma tant'è, bisogna giustamente rendergli il merito d'aver sollevato per primo la questione e di aver dichiarato ufficialmente che era contro e che "la discarica non venisse costruita dov'era"!
E altrettanto merito gli va dato per aver tenuta alta l'attenzione, con un altro post su FB datato 1/12/2014, in cui tra le altre cose apprendiamo che esisterebbe un'altra spinosa questione aperta sull'enoteca di Bacedasco...
Ecco cosa accade quando si è prepotenti e saccenti e non si ascoltano consigli, lamentele o non si chiede alla...
Pubblicato da Insieme per Vernasca su Lunedì 1 dicembre 2014
- Fotografie scattate il 19 maggio 2014
dalla foto sopra è possibile vedere la rete di recinzione del soprastante piazzale già non più orizzontale
nella foto qui sopra è impossibile non osservare il franamento della strada di accesso.. avvenuto ben prima dell'ottobre 2014
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martedì 26 gennaio 2016
Centro di raccolta rifiuti urbani a Vernasca: «La Procura indaghi»
Centro di raccolta rifiuti urbani a Vernasca: «La Procura indaghi»
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Riproponiamo il testo preso da IlPiacenza in cui il Consigliere Rancan segnala alcuni problemi circa la discarica di Vernasca!
Leggiamo con attenzione! Ne abbiamo già parlato nei passati post: 21/01/2016, 30/10/2015, 11/07/2015.
<<Una «scelta discutibile» realizzare in quel luogo il centro di raccolta rifiuti urbani di Vernasca. E’ non è solo il terreno a far nascere dubbi al consigliere regionale della Lega, Matteo Rancan, che il 12 gennaio ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Piacenza. Secondo il consigliere del Carroccio a essere discutibile sono anche - si legge nel documento - «il procedimento di approvazione del progetto dei lavori, il prezzo di acquisto dell’area, i tempi di richiesta di finanziamenti alla Regione, l’inopportuna parentela ed il cumulo di ruoli di alcuni soggetti coinvolti nel procedimento».
Nell’esposto viene ripercorsa la storia dell’area dal primo marzo del 2012, a partire dalla delibera del Comune che approvava il progetto preliminare, firma dei geometri Franzini e Solari, del valore di 176mila euro.
Rancan mette sotto la lente di ingrandimento, e chiede ai magistrati di indagare, «sull’acquisto - si legge nell’esposto - del terreno che era di proprietà di un parente dell’assessore ai Lavori Pubblici». Inoltre, esistevano, secondo Rancan, rapporti di «lavoro subordinato in corso con la ditta Franzini srl che pare di proprietà dello stesso geometra comunale Franzini».
Rancan mette sotto la lente di ingrandimento, e chiede ai magistrati di indagare, «sull’acquisto - si legge nell’esposto - del terreno che era di proprietà di un parente dell’assessore ai Lavori Pubblici». Inoltre, esistevano, secondo Rancan, rapporti di «lavoro subordinato in corso con la ditta Franzini srl che pare di proprietà dello stesso geometra comunale Franzini».
Questo perché, nella primavera del 2014 si erano verificate alcune frane che hanno coinvolto la strada che porta al centro di raccolta dei rifiuti. Il Comune corse ai ripari e un’ordinanza del novembre 2014 del capo del dipartimento di Protezione civile aveva inserito anche «l’intervento di messa in sicurezza» dell’area. Nell’aprile dell’anno seguente, lo stesso Rancan aveva presentato in Regione un’interrogazione alla Giunta: voleva sapere se ci fosse una relazione geologica alla base che giustificava il centro rifiuti in quella zona e voleva conoscere «i tempi per la concessione del finanziamento di 60mila euro per il riassetto del suolo interessato alla frana». Alla fine di luglio, Franzini, responsabile del Servizio tecnico comunale, aveva «affidato un ulteriore incarico professionale ad un tecnico “per la redazione di relazione tecnica per l’individuazione delle cause del movimento franoso”». Secondo Rancan quella zona era conosciuta come instabile.
Nel frattempo arriva la risposta della Regione, l’assessore alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, il 21 aprile 2015 scrive che la frana è stata provocata dalle «avversità atmosferiche dell’ottobre 2014» e che «il finanziamento di 60mila euro sarà valutato nell’ambito del quadro complessivo degli interventi segnalati per tutto il territorio regionale a seguito delle avversità atmosferiche dell’ottobre 2014 e del febbraio 2015».>>
Nel frattempo arriva la risposta della Regione, l’assessore alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, il 21 aprile 2015 scrive che la frana è stata provocata dalle «avversità atmosferiche dell’ottobre 2014» e che «il finanziamento di 60mila euro sarà valutato nell’ambito del quadro complessivo degli interventi segnalati per tutto il territorio regionale a seguito delle avversità atmosferiche dell’ottobre 2014 e del febbraio 2015».>>
Lettere spedite alla Conferenza dei Servizi della Provincia di Piacenza
Di seguito l'elenco delle numerose lettere inviate alla CdS, al Sindaco di Vernasca o ad altri soggetti tecnici/politici dall'inizio della procedura di VIA.
- 25 gennaio 2016, /2, Un ulteriore buco nel progetto CarboNeXT?
- 25 gennaio 2016, /1, Quadro riassuntivo degli aspetti e fatti più importanti
- 20 gennaio 2016, Buzzi Unicem Società a Responsabilità Molto Molto Limitata
- 16 gennaio 2016, INVITO FORMALE alla Conferenza dei Servizi.
- 16 gennaio 2016, La "patente" europea.
- 16 gennaio 2016, Un esempio mirabile: Barletta!
- 13 gennaio 2016, La verità viene a galla – Bruciare rifiuti fa male – Il caso Barletta
- 14 dicembre 2015, La solita rappresentatività pretesa da Buzzi Unicem.
- 19 novembre 2015, Pericolo rame.
- 18 novembre 2015, Impossibilità di considerare giuridicamente il CarboNeXT “prodotto/combustibile”.
- 15 novembre 2015, /1, Buzzi Unicem presenta diverse verità sul traffico dovuto al CarboNeXT.
- 15 novembre 2015, /2, Buzzi Unicem usa dati non significativi con pretesa di generalità.
- 15 novembre 2015, /3, Buzzi Unicem deve ammettere l’aumento delle emissioni da traffico.
- 15 novembre 2015, /4, Il cemento diventerà tossico – Parere del Comitato di Vigilanza Ministeriale.
- 15 novembre 2015, /5, Buzzi Unicem dice no alla realtà! Contraddice i suoi stessi dati sperimentali.
- 15 novembre 2015, /6, Unilaterale e scorretta interpretazione del DM Clini.
- 13 settembre 2015, /1, Una medaglia per la Matematica Buzzi Unicem. Impossibilità di valutare il progetto CarboNeXT.
- 13 settembre 2015, /2, Distruzione sconsiderata di una realtà socio-economica.
- 31 agosto 2015, Aspettative dei cittadini della Val d’Arda.
- 27 agosto 2015, Tempesta oceanica di numeri senza nessun approdo.
- 21 agosto 2015, Reazione dei cittadini della Val d’Arda alle dichiarazioni dell’Assessore Paola Gazzolo.
- 19 agosto 2015, Commenti dei Comitati alla Relazione del prof. ing. Solisio dell’Università di Genova, presentata da Buzzi Unicem tra le integrazioni.
- 17 agosto 2015, /1, Conferma del rapporto causa/effetto tra attività del cementificio e qualità dell’aria.
- 17 agosto 2015, /2, Analisi emissioni pericolose.
- 17 agosto 2015, /3, Incremento di Hg, IPA e CO a seguito dell’utilizzo di CarboNeXT.
- 17 agosto 2015, /4, Commenti alla Relazione geologica integrativa.
- 17 agosto 2015, /5, Contraddizioni riguardo alla riduzione degli NOx rilevate nelle Integrazioni.
- 9 agosto 2015, /1, Nota sul Parere tecnico-scientifico del prof. Ing. Carlo Solisio dell’Università di Genova. Atto II.
- 9 agosto 2015, /2, Ceneri nel clinker.
- 3 agosto 2015, Aumento del traffico: il progetto CBN non risponde alle prescrizioni di legge.
- 23 luglio 2015, Nota sul Parere tecnico-scientifico del prof. Ing. Carlo Solisio dell’Università di Genova.
- 21 luglio 2015, Reazione dei cittadini della Val d’Arda alle dichiarazioni dell’Assessore Paola Gazzolo.
domenica 24 gennaio 2016
sabato 23 gennaio 2016
La Concessione Edilizia 71/1988 di Vernasca, un problema non trascurabile! - INVITO alla CdS
Lettera inviata alla CdS in data 16 gennaio 2016
INVITO FORMALE alla Conferenza dei Servizi in merito alla Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e modifica dell’AIA in corso, inerenti al progetto per l’utilizzo del “CarboNeXT®” (combustibile solido secondario) nell’impianto di cottura del cementificio, ubicato in loc. Mocomero del Comune di Vernasca, presentato da Buzzi Unicem S.P.A.
---------------------------------------
Spettabili membri,
con la presente siamo a chiedere espressamente che la Conferenza dei Servizi inerente il progetto in oggetto si pronunci esplicitamente sulla perdurante vigenza (o meno) delle prescrizioni contenute nella Concessione Edilizia n. 71/1988.
Tale richiesta è tesa ad evitare che la VIA (con il suo effetto sostitutivo delle altre autorizzazioni ed atti di assenso), formalmente prevista per consentire l’uso dei CSS, si traduca in realtà in un escamotage per autorizzare surrettiziamente (e implicitamente) il futuro incenerimento di rifiuti fino ad ora non consentito grazie alla vigenza della suddetta C.E. 71/88.
La citata Concessione Edilizia n. 71/88 (prot. com. 2018 del 16/12/1988), rilasciata dal Comune di Vernasca in data 16/12/1988, tutt’ora vigente, è stata esplicitamente richiamata e volutamente lasciata a verbale dal Tecnico Comunale di Vernasca (Geom. Filippo Franzini) alla fine della procedura di Screening di V.I.A.,
Questo richiamo così esplicito voluto dal Tecnico Comunale Geom. Franzini, alla luce della rilettura della citata Concessione Edilizia n. 71/88 del 16/12/1988 (e non 2018 del 15/12/1988), lascia aperti molti dubbi.
Per doveroso promemoria, la citata C.E. n. 71/88, tra le altre prescrizioni previste, riporta che:
Un solo breve cenno al punto 4, con due domande:
Avendo ricostruito la storia dello stabilimento, abbiamo potuto leggere la missiva del Geom. Franzini alla Regione Emilia-Romagna (prot. 744 del 14/2/2002) in cui lo stesso dichiarava che, sebbene la Commissione Edilizia si fosse espressa in modo contrario:
Analogo ragionamento è riportato anche nelle prescrizioni che, di nuovo, lo stesso Geom. Franzini redige nell’Autorizzazione (prot. 3336) rilasciata a Buzzi-Unicem in data 6/5/2002:
In modo formalmente corretto, la cementeria è stata quindi autorizzata a bruciare le farine animali, in virtù della nota problematica della “mucca pazza” (BSE), in sfregio purtroppo alle scelte locali.
Punto fermo dell’Autorizzazione è però che, al termine della “situazione straordinaria e urgente”, tutto torni a funzionare secondo le prescrizioni della già citata Concessione Edilizia del 1988.
Nel maggio del 2013, il giudizio positivo dell’Organizzazione mondiale per la sanità animale (Oie) ha ufficialmente sancito per l’Italia un nuovo stato sanitario per l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE), con il passaggio dal livello di rischio «controllato» a quello «trascurabile». Ulteriore conseguenza di questa riduzione del rischio sarà quella, in tempi più o meno brevi, dell’annullamento dell’emergenza anche a livello statale.
A livello estremamente locale invece, ciò comporterà ovviamente la fine della suddetta “situazione straordinaria e urgente” e il ritorno al divieto di utilizzo delle farine animali nello stabilimento di Vernasca, appunto secondo la Concessione Edilizia 71/88.
Eccoci quindi giunti al nocciolo del problema.
Se per assurdo l’estensore delle prescrizioni di un eventuale parere favorevole della VIA in corso non facesse proprie le esistenti e vigenti prescrizioni della Concessione Edilizia, oltre a non vietare il futuro uso di farine animali una volta dichiarata conclusa l’emergenza, aprirebbe pericolosamente la porta all’uso come combustibile anche di altri rifiuti!
Ci allarma e non poco la volontà espressamente manifestata dal Geom. Filippo Franzini, anche e soprattutto alla luce dell’ormai nota sua posizione di conflitto di interessi nella vicenda, così come già segnalato dalla nota dello studio legale Gualandi-Minotti del 10/10/2015 e acquisita dalla Conferenza (prot. prov.le n. 62219 del 19/10/2015).
Per tale motivo, a seguito di quanto sopra esposto e in base al ben evidente rischio al quale la Val d’Arda potrebbe andare incontro, gli scriventi Comitati e Associazioni
a che la Conferenza dei Servizi faccia proprie fin d’ora le prescrizioni contenute nella Concessione Edilizia n. 71/1988 e ne tenga conto nella valutazione del progetto.
Per doveroso promemoria, la citata C.E. n. 71/88, tra le altre prescrizioni previste, riporta che:
Un solo breve cenno al punto 4, con due domande:
- perché nella C.E. si impone una produzione totale massima di 800.000 ton/anno mentre nel documento di AIA, ma anche in quelli di VIA, si trova indicato un quantitativo annuo potenziale pari a 900.000 ton/anno? (addirittura risultano 1.300.000 ton/anno nel sito web aziendale di Buzzi Unicem).
- Come si coniuga la produzione di 860.000 ton/anno dichiarata da Buzzi con le prescrizioni inserite nella C.E. 71/88?
Avendo ricostruito la storia dello stabilimento, abbiamo potuto leggere la missiva del Geom. Franzini alla Regione Emilia-Romagna (prot. 744 del 14/2/2002) in cui lo stesso dichiarava che, sebbene la Commissione Edilizia si fosse espressa in modo contrario:
Analogo ragionamento è riportato anche nelle prescrizioni che, di nuovo, lo stesso Geom. Franzini redige nell’Autorizzazione (prot. 3336) rilasciata a Buzzi-Unicem in data 6/5/2002:
In modo formalmente corretto, la cementeria è stata quindi autorizzata a bruciare le farine animali, in virtù della nota problematica della “mucca pazza” (BSE), in sfregio purtroppo alle scelte locali.
Punto fermo dell’Autorizzazione è però che, al termine della “situazione straordinaria e urgente”, tutto torni a funzionare secondo le prescrizioni della già citata Concessione Edilizia del 1988.
Nel maggio del 2013, il giudizio positivo dell’Organizzazione mondiale per la sanità animale (Oie) ha ufficialmente sancito per l’Italia un nuovo stato sanitario per l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE), con il passaggio dal livello di rischio «controllato» a quello «trascurabile». Ulteriore conseguenza di questa riduzione del rischio sarà quella, in tempi più o meno brevi, dell’annullamento dell’emergenza anche a livello statale.
A livello estremamente locale invece, ciò comporterà ovviamente la fine della suddetta “situazione straordinaria e urgente” e il ritorno al divieto di utilizzo delle farine animali nello stabilimento di Vernasca, appunto secondo la Concessione Edilizia 71/88.
Eccoci quindi giunti al nocciolo del problema.
Se per assurdo l’estensore delle prescrizioni di un eventuale parere favorevole della VIA in corso non facesse proprie le esistenti e vigenti prescrizioni della Concessione Edilizia, oltre a non vietare il futuro uso di farine animali una volta dichiarata conclusa l’emergenza, aprirebbe pericolosamente la porta all’uso come combustibile anche di altri rifiuti!
Ci allarma e non poco la volontà espressamente manifestata dal Geom. Filippo Franzini, anche e soprattutto alla luce dell’ormai nota sua posizione di conflitto di interessi nella vicenda, così come già segnalato dalla nota dello studio legale Gualandi-Minotti del 10/10/2015 e acquisita dalla Conferenza (prot. prov.le n. 62219 del 19/10/2015).
Per tale motivo, a seguito di quanto sopra esposto e in base al ben evidente rischio al quale la Val d’Arda potrebbe andare incontro, gli scriventi Comitati e Associazioni
FANNO INVITO FORMALE
a che la Conferenza dei Servizi faccia proprie fin d’ora le prescrizioni contenute nella Concessione Edilizia n. 71/1988 e ne tenga conto nella valutazione del progetto.
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venerdì 22 gennaio 2016
22 gennaio 2016 - COMUNICATO STAMPA
COMUNICATO STAMPA
in risposta alla comunicazione di Buzzi Unicem alla stampa in merito alle indagini
in corso nella Cementeria di Barletta
Notiamo, non senza una certa soddisfazione, che Buzzi Unicem ha deciso di pubblicare un comunicato, arrivando perfino ad acquistare un’intera pagina del quotidiano LIBERTA’ di giovedì 22 gennaio 2016 per “informare il territorio di Piacenza e della Val d’Arda” in merito alle notizie apparse sulla stampa di “alcune indagini preliminari riguardanti la Cementeria di Barletta” (sottinteso da parte della Magistratura inquirente, in particolare la Procura di Trani).
Non possiamo però fare a meno di chiederci se si tratta della stessa Azienda che ha bollato come “sarcastici” i nostri interventi durante l’Istruttoria Pubblica sul progetto “CarboNeXT®” del 9 novembre 2015 presso la Provincia di Piacenza, senza però dare risposta ad alcune domande in essi contenute, in particolare nel merito del perché non abbiano mai organizzato, loro stessi, così convinti della bontà del loro progetto, nei mesi precedenti e a proprie spese, almeno un’Assemblea pubblica per parlare con gli abitanti della Val d’Arda: definire ora noi Cittadini come “interlocutori” dopo essersi fatti vedere solo in sede di Istruttoria pubblica, senza però possibilità di confronto alcuno e semplicemente perché la richiesta era stata fatta in via ufficiale dal Sindaco di Lugagnano Jonathan Papamarenghi, non solo non è credibile ma per nulla lodevole per Buzzi Unicem.
Ci viene spontaneo domandarci se questa sia la stessa Società che, a domanda diretta di un suo Azionista, nell’Assemblea dell’8 maggio 2015, rispondeva di non avere “una struttura centrale dedicata alla comunicazione e alle public relations” e di ritenere “che la corretta comunicazione ai Cittadini in cui sono collocati i propri stabilimenti produttivi debba passare attraverso le amministrazioni locali…” (ovviamente abbiamo chiesto anche agli Amministratori e, più in generale ai Dipendenti Pubblici, se si riconoscessero in questo ruolo attribuitogli da Buzzi Unicem SpA).
Ci chiediamo se a scrivere oggi sui giornali è la stessa Azienda che, a Febbraio 2015, invitata da TeleLibertà ad un dibattito nella trasmissione “Fuori Sacco”, declinava rispondendo con un comunicato in cui, oltre a delegittimare Comitati e Associazioni che criticavano il loro progetto, dichiarava che si sarebbe confrontata soltanto con le Autorità Competenti e gli Addetti ai Lavori “per non creare inutili turbamenti nella popolazione”.
Ma soprattutto, è la stessa Società che nel 2014 aveva presentato ricorso al Presidente della Repubblica contro la Provincia che aveva inviato il progetto allo screening da cui è poi scaturita la Valutazione d’Impatto Ambientale tuttora in corso?
Per quanto riguarda i contenuti del comunicato (che ormai ci sono familiari), ci pare interessante il richiamo all’accreditamento dei Laboratori di analisi: laddove abbiamo fatto notare che per i laboratori citati questo accreditamento mancava del tutto, ci è stato risposto che era sufficiente il timbro e la firma di un Chimico iscritto all’Ordine (non proprio una risposta rassicurante...).
Ma è degno di nota pure il fatto che seppure i dati del Sistema Monitoraggio Emissioni della Cementeria di Barletta vengano pubblicati quotidianamente su una pagina internet accessibile a tutti, questo non abbia evitato il manifestarsi di problematiche ambientali e sanitarie e l'apertura di un'indagine: le promesse di maggiori controlli possono convincere il lettore meno attento, ma dopo mesi di informazione e lotta al progetto CarboNeXT, la Val d'Arda non è pronta a farsi prendere in giro e sa bene che l'unica risposta che il vostro progetto si merita è la coerente applicazione del principio di precauzione e quindi un convinto NO.
Vorremmo far notare anche che i dati relativi alla Cementeria di Barletta, inclusi quelli sulle emissioni, fanno parte integrante (insieme ad altri forniti dall’Azienda stessa o da suoi Periti) della documentazione a supporto dell’utilizzo di CarboNeXT® a Mocomero di Vernasca. Visto che la Magistratura sta indagando in merito, ci chiediamo come potranno le Istituzioni competenti approvare un tale rischio per il nostro territorio...
A proposito di fiducia: l'allora Unicem in data 31 Ottobre 1999, per pubblicizzare ai cittadini la ristrutturazione dell'impianto di Mocomero, acquistò una pagina intera del quotidiano Libertà intitolandola “un progetto in Val d'Arda” e accompagnando lo slogan “la migliore tecnologia per la salvaguardia dell'ambiente” con un disegno a matita del nuovo impianto, immerso nelle nostre colline ricche di alberi e boschi a circondare lo stabilimento: peccato che l'autore si dimenticasse di disegnare le case di Vernasca, forse che l'estrema vicinanza al camino del paese non fosse poi così artistica e deturpasse un poco l'incanto di quel sogno mai realizzato? Ecco, se prima di questo ultimo proclama la fiducia dei Cittadini nei confronti di Buzzi Unicem era pari a zero, oggi possiamo affermare che sta precipitando in territorio negativo: dopo decenni di silenzio e promesse mancate, pensare di rifarsi il look con un comunicato pubblicitario, invitando i cittadini a visitare l’impianto, dimostra solo quanto l'azienda sia distante dalla Val d'Arda e dal territorio piacentino e non abbia minimamente capito di essere Lei ospite a casa nostra!
Comitato "Aria pulita in Val d'Arda"
Comitato "Basta Nocività in Val d'Arda"
Comitato "Cittadini per l'ambiente rurale"
"Legambiente Piacenza"
Ancora sulla REGISTRAZIONE REACH
Un po' di chiarezza sulla REGISTRAZIONE REACH di #CarboNeXT.
Questo "prodotto" NON è certificato, lo sappiano bene i cittadini e le istituzioni che su questo argomento abbiamo notato confuse già da più di un anno...
(Da Libertà di Giovedì 21 Gennaio 2016)
Questo "prodotto" NON è certificato, lo sappiano bene i cittadini e le istituzioni che su questo argomento abbiamo notato confuse già da più di un anno...
(Da Libertà di Giovedì 21 Gennaio 2016)
giovedì 21 gennaio 2016
Risposta dell'Ass. Gazzolo all'interrogazione del Consigliere Foti sulla discarica di Vernasca..
Qui sotto la risposta dell'Ass. Gazzolo all'interrogazione n. 1541 del Consigliere Foti, di cui avevamo già parlato in un post precedente.
Ad oggi la situazione è quella delle foto seguenti!
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mercoledì 20 gennaio 2016
Un vecchio articolo apparso su Libertà il 17/6/2014
Per contestualizzarlo, l'articolo qui sotto uscì appena a valle delle elezioni di Vernasca.
Ma ad oggi non sappiamo l'esito di quel ricorso.
Anche qui pare proprio essere stata la Regione, previa la richiesta di chiarimenti della Provincia, a far partire lo screening di VIA, avendo come risposta dall'azienda un ricorso al Presidente della Repubblica..
Ma ad oggi non sappiamo l'esito di quel ricorso.
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martedì 19 gennaio 2016
Piacenza, rifiuti: differenziarie di meno per bruciare di più?
Anche Andrea Gabbiani, Consigliere Comunale M5S del Comune di Piacenza, sostiene la nostra lotta contro l'incenerimento dei rifiuti nei cementifici e all'incongruenza del piano di sviluppo dell'inceneritore di Piacenza con il corretto Piano Regionale sulla gestione dei rifiuti ed i suoi obiettivi.
Piacenza: sempre più terra di TERMOvaloriZZATORI... E poi qualcuno vorrebbe anche approvare il progetto #CarboNeXT? Mi sa che qua ci stiamo piano piano fumando, oltre ai rifiuti, anche il cervello!
Posted by Basta Nocivita' in Val D'arda on Martedì 19 gennaio 2016
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